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nomad [ ...pensieri senza fissa dimora... ]
 


"Rosso di sera, bel tempo si spera... Ma nel frattempo piove!"
(La mia donna)

"Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza"
(Dante Alighieri)

"Vento in faccia, alzo le braccia, pronto a ricevere il sole..."
(Bandabardò)

"L'immaginazione è più importante della conoscenza"
(A. Einstein)

"Un lungo viaggio inizia con un singolo passo"
(Lao-Tze)

"E se dovessi impazzire, per favore, non mettetemi i vostri fili nel cervello"
(Pink Floyd, If)

"Troppi dettagli non esistono, troppi colori si confondono"
(C.S.I., Tutti giù per terra)

"La mamma delle teste di minchia è sempre incinta e ha parti plurigemellari. Anche la mamma dei cretini è sempre incinta, ma non ha parti plurigemellari. Ne consegue che le teste di minchia sono di più dei cretini. In sostanza, non è necessario essere cretini per essere teste di minchia"
(Io, nella vita di tutti i giorni)

Berluscounter!




Giocatore FANATICO di:


30 ottobre 2007


Mafia e segreto professionale

A quanto pare, quando si è in presenza di reati gravi ed esiste un pericolo di reiterazione con rischi per terzi, è lecito violare il segreto professionale (notizia del "Corriere della Sera"). La cosa mi trova COMPLETAMENTE d'accordo.

Secondo me sarebbe anzi il caso di estendere questa regola anche ai preti e al sacramento della Confessione, sempre, naturalmente, per reati gravi e con pericolo (o certezza) di reiterazione: mafia, terrorismo, violenza sessuale e simili. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano i confessori di "persone" tipo Riina, Provenzano, Brusca, eccetera.

Si, è vero, con la Confessione Dio concede il suo perdono anche al più efferato dei criminali. Ma Lui è onnipotente, oltre che infinitamente buono, un normale essere umano non ha la stessa Sua forza di perdonare.


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permalink | inviato da nomad il 30/10/2007 alle 19:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


26 ottobre 2007


Il muro

Esco. Lavoro. Studio. Colleghi, ombre. Frammenti di dialoghi, intercettazioni nei corridoi. Leggo giornali. Raramente riviste. Accendo il pc. Mi loggo. Viaggio per siti vari, mi aggiorno. Ogni tanto (ma solo ogni tanto) telefonate. Partecipo ai forum sulle mie cazzate preferite. Leggo qualche blog, sparutamente lascio tracce. E musica, ma quella è buona solo per stordirmi.

Nomade in mezzo all'umanità cerco segni di vita. Non so dire se ne trovo, segni sicuramente si, di vita non so, forse qualcuno.

Percepisco nettamente il vuoto. Immerso (io, non il vuoto) tra tv, computer, giornali, cellulare, wi-fi, io lo sento distintamente, se solo ho qualche attimo per stare fermo. Sospeso, appeso direi. Poi come pesce nella boccia guardo fuori e vedo altre bocce. Deformate. E dentro le bocce ci sono individui, deformati. E anche alcuni di loro guardano me, e io sono deformato.

Sono ancora capace di stupirmi di quanto schifo possa fare l'umanità. Poi penso che dell'umanità faccio parte anch'io. E quindi non è così facile dire giusto e sbagliato. E se fossi io quello sbagliato? Ma io non posso esserlo.

Io sono l'unica persona che sarà sempre con me ogni giorno della mia vita. Non posso essere sbagliato. Sono l'unità di misura di tutte le cose.

Questa è l'altra grande certezza della vita, oltre al fatto che prima o poi questa vita finisce. Questa vita di merda, che però è l'unica che abbiamo e in fondo ci siamo tutti affezionati. Che tutti vorremmo fosse mligliore, perchè anche quando uno si fa del male lo fa per stare meglio.

E poi penso a quanto è brutto l'egoismo, a quanto fa male, a quanto è bello e fa bene quando ti difende dagli altri, egoisti del cazzo.

Vorrei dire un miliardo di cose. Ci vorrebbe troppo tempo, ma la cosa ancora più triste è che in ogni caso non saprei a chi dirlo. Chi meriterebbe le mie parole, e chi sarei io disposto ad ascoltare. Per questo m'abbutta parlare.

E penso al muro dei Pink Floyd, che si costruisce mattone per mattone, e isola ogni persona dalle altre. Come tante bocce per pesci sospese nel vuoto.


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permalink | inviato da nomad il 26/10/2007 alle 23:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


24 ottobre 2007


L'abbuttamento

Dicesi "abbuttamento" la caratteristica tutta siciliana, e probabilmente più ancora palermitana, del non volere intraprendere un'azione. Abbuttarsi però non è non avere voglia, in quanto il concetto stesso di abbuttamento assume un significato incommensurabilmente più alto, più puro, più elevato del semplice non aver voglia. Essere abbuttati è contemporanemante essere stanchi, annoiati, schifati, profondamente disgustati non dell'azione in sè, ma in quanto percepita come del tutto inutile, ininfluente e irrilevante al cospetto della vuotezza e pochezza dell'umanità intera o di una sua parte cospicua.

Quindi, essere abbuttati di andare al supermercato assume un significato di estrema difesa e ultimo gesto di protesta contro, ad esempio, il caro-vita. Per capirlo meglio, essere abbuttati è come quano uno non va a votare per principio, perchè tanto non cambia nulla. Esattamente la stessa cosa.

Dice: ma perchè ci frantumi i testicoli con questa cazzata? E bò, non lo so, anzi, credo di saperlo, solo che proprio m'abbutta a scriverlo.


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permalink | inviato da nomad il 24/10/2007 alle 19:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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