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Mafia e segreto professionale

A quanto pare, quando si è in presenza di reati gravi ed esiste un pericolo di reiterazione con rischi per terzi, è lecito violare il segreto professionale (notizia del "Corriere della Sera"). La cosa mi trova COMPLETAMENTE d'accordo.

Secondo me sarebbe anzi il caso di estendere questa regola anche ai preti e al sacramento della Confessione, sempre, naturalmente, per reati gravi e con pericolo (o certezza) di reiterazione: mafia, terrorismo, violenza sessuale e simili. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano i confessori di "persone" tipo Riina, Provenzano, Brusca, eccetera.

Si, è vero, con la Confessione Dio concede il suo perdono anche al più efferato dei criminali. Ma Lui è onnipotente, oltre che infinitamente buono, un normale essere umano non ha la stessa Sua forza di perdonare.

Pubblicato il 30/10/2007 alle 19.43 nella rubrica Mondo.

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