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Il bisogno di urlare

Quando al mattino vado al lavoro e respiro i gas di scarico e assisto alle scene di prevaricazione quotidianamente offertemi dal traffico palermitano, mi incazzo. Guardo i manifesti elettorali con le facce da mafia, e mi incazzo. Penso a tutte le storture del mondo, di cui il traffico e i gas di scarico e le elezioni non sono che una minima parte, e mi incazzo. Vedi a quale livello di civiltà ci hanno portato diversi millenni di evoluzione umana, penso. E mi viene voglia di urlare. Acchiappare un oggetto pesante, tipo una spranga, e distruggere tutto ciò che c'è di sbagliato. Urlare con tutto il fiato che ho in gola. Diventa proprio un bisogno, una impellente necessità fisica. Poi arrivo al lavoro. Mi rincoglionisco di sonno e di stress, dovuto alla gente inutile che sciupa ossigeno e altre risorse naturali. E mi incazzo. Poi torno a casa, vorrei sfasciare il mondo, vorrei parlare con un miliardo di persone e fargli vedere quanto schifo c'è in giro. Poi penso che non posso essere io a salvare l'umanità, che alla fine questo sarà anche un mondo capitalista del cazzo ma io devo lavorare per campare e ho poco tempo da perdere, e che anche qua sul blog ho poco da scrivere, perchè anche se scrivo tanto a che serve?

E così mando il mondo a fanqulo e mi metto a giocare a Warcraft. Ciao.

Pubblicato il 5/3/2008 alle 14.48 nella rubrica Mondo.

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